ARRAMPICARE IN DOLOMITI

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CAMPANILE di VAL MONTANAIA: si realizzano sogni, scalare il campanile
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Grivola – Cresta NE – 3969 m
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ARRAMPICARE IN DOLOMITI

arrampicare in dolomiti

arrampica in dolomiti

 

ARRAMPICARE in DOLOMITI: si realizzano sogni

Arrampicare in Dolomiti: sono aperte le iscrizoni per realizzare i vostri sogni per chi, come te, ha voglia di avventure in questi magnifici paesaggi.

Organizzo pacchetti su misura, in collaborazione con altre guide, meravigliose arrampicate sulle Torri del Sella, Tofane. 5 Torri, Cime di Lavaredo, Marmolada ;

meravigliose vie ferrate ed escursioni sulle montagne dove i nostri nonni hanno combatutto la prima guerra mondiale.

 

Le Dolomiti, anche dette Monti pallidi , sono un insieme di gruppi montuosi delle Alpi Orientali italiane, comprese tra Veneto, Trentino e Friuli, tra le province di Belluno(sul cui territorio è situata la maggior parte dei gruppi dolomitici), Bolzano, trento, udine e Pordenone.

Storia geologica

La genesi di questo tipo di roccia carbonatica inizia attraverso accumuli di conchiglie, coralli e alghe calcaree e in ambiente marino e tropicale (simile all’attuale barriera corallina delle Bahamas), i quali ebbero luogo nel Triassico, circa 250 milioni di anni fa, in zone con latitudine e longitudine molto diverse dall’attuale locazione delle Dolomiti, dove esistevano mari caldi e poco profondi. Sul fondo di questi mari si accumularono centinaia di metri di sedimento che, sotto il loro stesso peso e perdendo i fluidi interni, si trasformarono in roccia. Successivamente, lo scontro tra la placca europea e la placca africana (orogenesi alpina) fece emergere queste rocce innalzandole oltre 3000 m sopra il livello del mare.

Sintetizzando, la storia orogenetica dolomitica è la seguente: arrampicare in dolomiti su questo tipo di roccia è come fare un viaggio ne passato.

  • 270-235 milioni di anni fa rocce sedimentarie si accumulano in terra e in mare. Si formano atolli e barriere coralline, spesso sconvolti da eruzioni vulcaniche;
  • 235-180 milioni di anni fa, calcari e dolomie si accumulano sul fondo di lagune piatte e costiere;
  • 180-80 milioni di anni fa mari profondi permettono l’accumulo di calcari e marne in spessi strati,
  • 20 milioni di anni fa nascono le montagne attraverso la deformazione degli antichi fondali. La placca africana si scontra con quella euroasiatica facendo sollevare le Dolomiti (ad esempio il Gruppo del Sella che si erge per quasi mille metri sul paesaggio circostante era un’unica grande barriera corallina).

Un evidente ed assai interessante esempio di stratificazione geologica delle rocce è presente nel canyon del Bletterbach in Alto Adige.

Il paesaggio attuale è spigoloso e ricco di dislivelli. A determinare tale trasformazione sono stati i piegamenti e le rotture delle rocce lungo piani di scorrimento (faglie), ai cui movimenti corrispondono altrettanti terremoti; episodiche esplosioni vulcaniche e relativi depositi; erosioni differenziali legate agli agenti atmosferici e ai piani di debolezza insiti nelle rocce.

Ne risulta una topografia molto articolata in strutture verticali (pale, guglie, torri, pinnacoli, denti, campanili) ed orizzontali (tetti, cornicioni, spalti, cenge, plateau).

Si possono osservare le testimonianze di periodi a clima temperato, precedenti a quelli glaciali, ma soprattutto dominano le forme di erosione ed accumulo legate ai periodi glaciali, gobbe rocciose levigate e striate dal ghiaccio (rocce montonate), valli sospese, circhi glaciali, depositi di morene, tracce di antichi suoli gelati (permafrost), testimonianze delle pressioni esercitate dalle masse glaciali.

L’innalzamento delle rocce dolomitiche è tuttora in corso.

Oggi le Dolomiti mostrano il biancore dei carbonati di scogliera corallina, l’acutezza di rocce coinvolte in orogenesi recenti, le incisioni di potenti agenti esogeni (ghiacciai, vento, pioggia, freddo-caldo). Frequenti sono i macereti (depositi detritici), mentre ghiacciai e nevai sono presenti anche se non di grande estensione (il più esteso è quello della Marmolada. Importante anche quello di Fradusta nelle Pale di San Martino).

Nel futuro geologico, le Dolomiti continueranno a crescere inglobando nuovi settori di rocce sospinte dallo scontro tra le placche europea e africana (analogamente a quanto succede per la catena himalayana); la scomparsa di questa spinta determinerà il prevalere degli agenti esogeni tendenti ad appianare e addolcire il paesaggio montano (come è successo negli Urali).

articolo preso da wikipedia

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